Women on bike, giugno 2007 - UN CUORE FUORI STRADA
30/06/07 12:00
Stefania Padrini, una delle pilote impegnate
nell’Italiano Femminile cross ci parla di sé e…si
prepara per il Mondiale.
Il Sig. Padrini, accanito giocatore di calcio, probabilmente non pensava che i suoi figli sarebbero diventati 2 abili crossisti; invece, prima il maschietto e poi la sorellina più piccola di 3 anni, videro nel fuoristrada la loro passione. Così Stefania a 7 anni già scorazzava sulle piste di terra con la sua minicross e, dopo un anno di rodaggio, iniziò i primi campionati (prima il regionale e poi l’italiano).
Ora ha 22 anni e con la sua Kawasaki si prepara ad affrontare il Mondiale, oltre a gareggiare all’italiano femminile cross. “Mio padre è sempre stato contento di noi – racconta - e ha sempre seguito me e mio fratello, nonostante di moto non ci capisca molto; mia madre invece apprezza un po’ meno.” Stefania non è un’atleta a tempo pieno; per lei il cross è stato ed è tuttora l’hobby principale, da abbinare al lavoro di segretaria nell’azienda di famiglia. “Vista la mancanza di sponsor, cerco di arrangiarmi come meglio posso. Quando vado a correre mi seguono sempre un meccanico e mio padre o mio fratello, con il camper. Mi pago le gare e devo ammettere che quest’anno, trovando qualche marchio disposto a concedermi del materiale tecnico, ho raggiunto una soddisfazione, seppure piccola.”
Un osso duro, la Padrini, che di mollare il cross non ne vuol sentire: “E’ uno sport dove ci sei solo tu e la moto e come pilota hai la maggior parte del merito per il risultato. Di moto da strada non ne ho mai provate, ma non m’ispirano molto perché la pista in quel caso è sempre uguale; a me piace invece quella di terra, che cambia continuamente e, anche se difficile, è sempre divertente. A volte, lo ammetto, mi sento amareggiata perché nonostante mi impegno molto, non raggiungo alcuni obiettivi; ma a smettere di crossare non ce la faccio, mi mancherebbe troppo.”
La pilota novarese punta ora a vincere il Campionato Italiano e ad arrivare a punti nel Mondiale: “Ci sono ragazze straniere che vanno veramente forte, ma non mi lascio intimidire. L’anno scorso le mie qualificazioni in questo ambiente sono state una delle soddisfazioni + grandi, insieme alla vittoria del Trofeo FMI a Mantova, una prova femminile a gara unica usata come base per l’italiano di quest’anno”. Nonostante qualche attrito, Stefania ha instaurato una bella amicizia con le altre partecipanti: “ Oltre alle gare, tra di noi ci si sente telefonicamente e si va a provare insieme durante la settimana, probabilmente grazie al fatto che questo trofeo, essendo appena nato, non ha ancora dato modo di incrinare i nostri rapporti. Mi è capitato più di qualche volta, invece, di aver a che dire con i maschi; purtroppo non riescono ad accettare che una donna possa andare più forte di loro e tentano di sorpassi al limite che, a volte, terminano con la caduta di entrambi. Il loro orgoglio li infastidisce non poco ma, almeno in pista, è divertente farli soffrire un po’…”
Il Sig. Padrini, accanito giocatore di calcio, probabilmente non pensava che i suoi figli sarebbero diventati 2 abili crossisti; invece, prima il maschietto e poi la sorellina più piccola di 3 anni, videro nel fuoristrada la loro passione. Così Stefania a 7 anni già scorazzava sulle piste di terra con la sua minicross e, dopo un anno di rodaggio, iniziò i primi campionati (prima il regionale e poi l’italiano).
Ora ha 22 anni e con la sua Kawasaki si prepara ad affrontare il Mondiale, oltre a gareggiare all’italiano femminile cross. “Mio padre è sempre stato contento di noi – racconta - e ha sempre seguito me e mio fratello, nonostante di moto non ci capisca molto; mia madre invece apprezza un po’ meno.” Stefania non è un’atleta a tempo pieno; per lei il cross è stato ed è tuttora l’hobby principale, da abbinare al lavoro di segretaria nell’azienda di famiglia. “Vista la mancanza di sponsor, cerco di arrangiarmi come meglio posso. Quando vado a correre mi seguono sempre un meccanico e mio padre o mio fratello, con il camper. Mi pago le gare e devo ammettere che quest’anno, trovando qualche marchio disposto a concedermi del materiale tecnico, ho raggiunto una soddisfazione, seppure piccola.”
Un osso duro, la Padrini, che di mollare il cross non ne vuol sentire: “E’ uno sport dove ci sei solo tu e la moto e come pilota hai la maggior parte del merito per il risultato. Di moto da strada non ne ho mai provate, ma non m’ispirano molto perché la pista in quel caso è sempre uguale; a me piace invece quella di terra, che cambia continuamente e, anche se difficile, è sempre divertente. A volte, lo ammetto, mi sento amareggiata perché nonostante mi impegno molto, non raggiungo alcuni obiettivi; ma a smettere di crossare non ce la faccio, mi mancherebbe troppo.”
La pilota novarese punta ora a vincere il Campionato Italiano e ad arrivare a punti nel Mondiale: “Ci sono ragazze straniere che vanno veramente forte, ma non mi lascio intimidire. L’anno scorso le mie qualificazioni in questo ambiente sono state una delle soddisfazioni + grandi, insieme alla vittoria del Trofeo FMI a Mantova, una prova femminile a gara unica usata come base per l’italiano di quest’anno”. Nonostante qualche attrito, Stefania ha instaurato una bella amicizia con le altre partecipanti: “ Oltre alle gare, tra di noi ci si sente telefonicamente e si va a provare insieme durante la settimana, probabilmente grazie al fatto che questo trofeo, essendo appena nato, non ha ancora dato modo di incrinare i nostri rapporti. Mi è capitato più di qualche volta, invece, di aver a che dire con i maschi; purtroppo non riescono ad accettare che una donna possa andare più forte di loro e tentano di sorpassi al limite che, a volte, terminano con la caduta di entrambi. Il loro orgoglio li infastidisce non poco ma, almeno in pista, è divertente farli soffrire un po’…”