Women on bike, giugno 2007 - UN CUORE FUORI STRADA

Stefania Padrini, una delle pilote impegnate nell’Italiano Femminile cross ci parla di sé e…si prepara per il Mondiale.

Il Sig. Padrini, accanito giocatore di calcio, probabilmente non pensava che i suoi figli sarebbero diventati 2 abili crossisti; invece, prima il maschietto e poi la sorellina più piccola di 3 anni, videro nel fuoristrada la loro passione. Così Stefania a 7 anni già scorazzava sulle piste di terra con la sua minicross e, dopo un anno di rodaggio, iniziò i primi campionati (prima il regionale e poi l’italiano).
Ora ha 22 anni e con la sua Kawasaki si prepara ad affrontare il Mondiale, oltre a gareggiare all’italiano femminile cross. “Mio padre è sempre stato contento di noi – racconta - e ha sempre seguito me e mio fratello, nonostante di moto non ci capisca molto; mia madre invece apprezza un po’ meno.” Stefania non è un’atleta a tempo pieno; per lei il cross è stato ed è tuttora l’hobby principale, da abbinare al lavoro di segretaria nell’azienda di famiglia. “Vista la mancanza di sponsor, cerco di arrangiarmi come meglio posso. Quando vado a correre mi seguono sempre un meccanico e mio padre o mio fratello, con il camper. Mi pago le gare e devo ammettere che quest’anno, trovando qualche marchio disposto a concedermi del materiale tecnico, ho raggiunto una soddisfazione, seppure piccola.”
Un osso duro, la Padrini, che di mollare il cross non ne vuol sentire: “E’ uno sport dove ci sei solo tu e la moto e come pilota hai la maggior parte del merito per il risultato. Di moto da strada non ne ho mai provate, ma non m’ispirano molto perché la pista in quel caso è sempre uguale; a me piace invece quella di terra, che cambia continuamente e, anche se difficile, è sempre divertente. A volte, lo ammetto, mi sento amareggiata perché nonostante mi impegno molto, non raggiungo alcuni obiettivi; ma a smettere di crossare non ce la faccio, mi mancherebbe troppo.”
La pilota novarese punta ora a vincere il Campionato Italiano e ad arrivare a punti nel Mondiale: “Ci sono ragazze straniere che vanno veramente forte, ma non mi lascio intimidire. L’anno scorso le mie qualificazioni in questo ambiente sono state una delle soddisfazioni + grandi, insieme alla vittoria del Trofeo FMI a Mantova, una prova femminile a gara unica usata come base per l’italiano di quest’anno”. Nonostante qualche attrito, Stefania ha instaurato una bella amicizia con le altre partecipanti: “ Oltre alle gare, tra di noi ci si sente telefonicamente e si va a provare insieme durante la settimana, probabilmente grazie al fatto che questo trofeo, essendo appena nato, non ha ancora dato modo di incrinare i nostri rapporti. Mi è capitato più di qualche volta, invece, di aver a che dire con i maschi; purtroppo non riescono ad accettare che una donna possa andare più forte di loro e tentano di sorpassi al limite che, a volte, terminano con la caduta di entrambi. Il loro orgoglio li infastidisce non poco ma, almeno in pista, è divertente farli soffrire un po’…”